COVID-19 - D.P.C.M. del 9 marzo 2020 – Provincia di Asti ( oltre le altre ) in zona allertata ( o Area di Controllo )

08 marzo 2020

Nella notte tra il 6 e il 7 marzo il Presidente Conte ha firmato il decreto del Presidente del Consiglio, maldestramente pubblicato in bozza dalla stampa.

Il Presidente ha stamane biasimato il comportamento della stampa e alle ore 09.30 di oggi non era ancora visionabile il testo definitivo.

Sono entrate in “AREA DI CONTROLLO” anche le provincie di Asti e di Alessandria, come da banner delle ore 09.30 su RAI NEWS

ORE 09.39 CHIUSE LOMBARDIA E ALTRE 14 PROVINCE

Dalla riunione del Centro Coordinamento Soccorsi in Provincia di stamani, con la presenza di Prefetto e Sindaci,  domenica 08 marzo, conclusasi nella tarda mattinata, sono emerse le indicazioni sostanziali per il nostro territorio astigiano.

Queste informazioni giungono direttamente e tempestivamente ( ORE 15.00 di domenica 8 marzo) dal Sindaco di Castelnuovo don Bosco (AT).   

Asti non è una zona rossa ( stile Codogno ) ma è zona allertata ( o AREA DI CONTROLLO)

Lavoro: non si è in isolamento.  Si può andare a lavorare a Torino, Cocconato, Cuneo, ecc...

Il datore di lavoro deve rilasciare al dipendente, collaboratore ecc.,  una dichiarazione che attesti che questi è un suo dipendente ecc..  impiegato, operaio.  ecc .. e nel contempo e mettere in atto tutte le profilassi utili (far lavare le mani arrivati, disinfettare, scaglionare gli ingressi, incentivare i congedi e le ferie...). Terminato l’orario di lavoro si può tornare a casa tranquillamente.

Bisogna ridurre al minimo gli spostamenti se non per comprovate esigenze (se si può lavorare da casa, si deve lavorare da casa);

Non esiste un divieto assoluto di trasferimenti, ma bisogna poterlo motivare.

Il testo del decreto indica: comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero spostamenti per motivi di salute.

Non vi è blocco delle merci, per cui  supermercati e negozi continueranno ad essere riforniti.

Bar, ristoranti, pub e simili sono possono essere aperti dalle 06.00 alle ore 18.00; se durante gli orari di servizio possono far rispettare le norme di cautela.

Alimentari e farmacie, anche della grande distribuzione, non chiudono, ma devono essere adottate misure sul luogo per ridurre le persone all’interno.

I centri commerciali devono chiudere nel fine settimana.

In questo momento mancano maggiori chiarimenti dal Governo.

Invito:  essendo chiuse le attività di svago e le scuole, è importantissimo prestare massima attenzione alla conduzione delle nostre attività lavorative. 

Il principio è evitare che le persone si aggreghino in quanto il virus si diffonde con estrema facilità. La situazione è in continuo mutamento. Rispettando queste precauzioni tutti insieme la situazione può migliorare. Al contempo, la mancanza di responsabilità unita a comportamenti non virtuosi, può direttamente o indirettamente peggiorare la situazione.

Non sono previste per la nostra zona ( AT AL  e le zone di cui al DPCM di domani ), da quanto appresso a tutt’oggi, rinvii di scadenze, sospensioni di pagamento, o quant’altro. 

Si ricorda che comunque che era già in vigore per il settore turistico-alberghiero ( Alberghi e Agenzie Viaggio) la sospensione di versamenti, ritenute, contributi e premi.

I nostri uffici domani decideranno una riduzione degli orari e le misure da mettere in atto nel rispetto delle prescrizioni del Comitato Provinciale.

Daremo sempre tutte le informazioni necessarie.  

  

Studio Aiassa - Dottori Commercialisti

 

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